ASSOCIAZIONE SENZA CONFINI - Pinerolo
Uscire da Cernobyl si può...almeno per 1 mese!!!
L'associazione augura Buona Pasqua a tutti i visitatori del sito !

L'associazione non ha scopi di lucro, è apartitica apolitica ed ha finalità esclusivamente sociali e solidaristiche. Essenzialmente si propone di intervenire attivamente per aiutare persone che si trovino in situazioni di difficoltà dovute a calamità naturali, ambientali o di tipo economico.
Dal 1996 anno della sua costituzione si occupa prevalentemente di un progetto sanitario solidaristico, che vede coinvolti bambini provenienti dalla Bielorussia in particolare dalla provincia di Gomel la zona più vicina al confine dell'Ucraina, appena al di la del quale fa ancora paura la "silenziosa cattredale nel deserto" di Chernobyl. In concerto a quanto l'OMS e l'ONU hanno sollecitato in occasione del 25° anniversario del catrastrofico evento, l'associazione forte del suo motto "USCIRE DA CHERNOBYL SI PUO' ALMENO PR UN MESE" continua grazie alla straordianria partecipazione di molte famiglie coinvolte nei progetti dell'associazione, ad ospitare bambini provenienti da quelle aree. 5 settimane di area pulita e sana alimentazione contribuiscono a riequilibrare il loro stato di salute, ed a consolidare rapporti umani, nel rispetto delle proprie storie e tradizioni.
Ore 1,23 della notte del 26 Aprile 1986.
Un grave incidente avviene al reattore numero 4 nella centrale nucleare di Chernobyl Ucraina ex URSS.
Nell’atmosfera si riversano 45 milioni di curie di Xeno 133, 7 milioni di curie di Iodio 131, 1 milione di curie di Cesio 134 e 137. Per dare una dimensione ai numeri il curie (ci) rappresenta la misura l’attività di un radionuclide espressa come decadimento nell’unità di tempo; 1 curie è pari all’attività di 1 grammo di Radio e corrisponde a circa 3,7 *1010 becquerel (Bq). L’effetto immediato della catastrofe nucleare fu paragonabile all’esplosione simultanea di più di 100 bombe nucleari analoghe a quelle che nel 1945 avevano sterminato Hiroshima e Nagasaki. L’incidente dovuto ad un esperimento tecnico malriuscito, provocò un surriscaldamento incontrollato con conseguente fuoriuscita della nube radioattiva. Chernobyl e la vicina città di Pripjat furono investite dalle esalazioni e da una pioggia di lava incandescente (si stima in 6-7 tonnellate) fortemente radioattivi. La catastrofica nube radioattiva cavalca apocalitticamente i cieli di più di 20 paesi dell’Europa orientale; i venti e le piogge disseminarono la radioattività anche a grandi distanze dal luogo dell’incidente; per dimensioni e per conseguenze dirette ed indirette sulla salute umana e sull’ambiente è il più grave disastro tecnologico provocato dall’uomo (guerre a parte). Sui danni sociali, sanitari ed ecologici ancora oggi non si è in grado di stabilire la loro reale dimensione.
La Bielorussia confinante all’Ucraina subì l’effetto più devastante della tragedia; sul suo territorio si riversarono la maggior parte delle sostanze radioattive emesse, subì la contaminazione di circa 3.600 centri abitati un quarto della sua popolazione, con conseguente inutilizzo di 2,65 mila km2 di terreni agricoli, l’inquinamento del patrimonio boschivo e di molti giacimenti di risorse naturali, lo sfollamento di circa 150.000 persone, più di 1,7 milioni reduci di Chernobyl, tra cui più di 360 mila bambini ed adolescenti. 115 mila bielorussi parteciparono alla liquidazione delle conseguenze della catastrofe, veri eroi che sacrificarono la salute e perfino le proprie vite. Gli effetti di Chernobyl sono state e sono ancora causa di gravi patologie, tra cui neoplasie tiroidee ed altre neoplasie maligne, patologie del sangue, patologie cardiovascolari, mutazioni genetiche. Non vanno di meno sottovalutati i traumi emotivi e psicologici della tragedia nucleare sulla popolazione. Le conseguenze della catastrofe continuano a segnare la vita di più di 5 milioni di persone che vivono ancora oggi in zone contaminate da materiali radioattivi. Molto scarso è il livello di salute percepita se confrontata a popolazioni non esposte ai radionuclidi.
La nostra è un'associazione di promozione sociale A.P.S. iscritta nel registro nazionale, qualora anche tu ritenga meritoria ed utile l’attività di questa associazione e vuoi dare un contributo alla sua attività, puoi nelle dichiarazione dei redditi destinare la quota del 5 per mille alla ASSOCIAZIONE SENZA CONFINI C.F. 94534710010